Virtus Roma, segnali di risveglio

Eppur si muove. Potremmo usare questa famosissima frase di Galileo Galilei per descrivere l’attuale momento della Virtus Roma, la squadra di basket della capitale che da quest’anno milita nella divisione ovest del campionato di Serie A2 dopo esser stata declassata per motivi economici questa estate dalla massima serie. Il passaggio nella cadetteria non è stato indolore, si doveva ripartire praticamente da zero e con un budget risicato per una squadra di grande tradizione come quella capitolina.

L’inizio è stato shock: sconfitte a ripetizione e sembrava che fosse impossibile vedere anche un solo piccolo barlume di luce in fondo al tunnel. Poi la franchigia guidata da Attilio Caja ha iniziato ad ingranare, togliendo dalle imbarazzanti ultime posizioni. Il finale dell’anno poi, così come la prima partita del 2016, è stato entusiasmante, con la Virtus che prima ha sbancato il campo di Scafati, prima in classifica, per poi battere a domicilio il Casale Monferrato, altra favorita alla promozione in A1. La befana però ha riportato i giallorossi con i piedi per terra con la sconfitta arrivata a Tortona contro la terza forza del campionato. C’è ottimismo però che nel girone di ritorno possa concretizzarsi l’aggancio al treno dei playoff.

I problemi societari

La mazzata per il basket romano è arrivata lo scorso luglio: dopo non esser riuscito a chiudere trattative con i due sponsor necessari il Presidente Claudio Toti, al timone dal 2000, non aveva i requisiti per iscrivere la squadra in A1. Così il patron ha tentato la carta della richiesta di ammissione alla A2, con la Federazione che ha accettato ripescando nella massima serie così Caserta che era retrocessa sul campo. Dopo 35 anni di campionati di A1 consecutivi, dalla stagione 79-80, la Virtus quindi si ritrovava in A2.

Anche se i fasti e le vittorie degli anni ’80 erano un ricordo, negli ultimi anni si era riacceso l’entusiasmo tra gli appassionati di basket della capitale. Il Palalottomatica era tornato a riempirsi, sono arrivati giocatori importanti come gli americani Ibrahim Jaaber e Andre Hutson oltre all’italiano Gigi Datome, che hanno ridato anche un’aria mondana attorno alla squadra con i giocatori protagonisti anche nelle ville per feste Roma oltre che nei locali più cool della capitale. Senza contare poi le finali di campionato perse contro Siena nel 2008 e nel 2013, incontri tra due squadre che ora non sono più nella massima serie e che fotografano perfettamente lo stato di salute dello sport italiano in generale.

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