Tessuti per arredamento nella storia

La prima distinzione da fare prima di verificare un uso specifico del tessile è quella di distinguere un tessuto per l’arredamento da un tessuto di moda per l’abbigliamento. Quest’ultimo tipo di produzione, sempre fiorente fin dai tempi antichi, è stata soggetta a continui cambiamenti che hanno provocato, nel corso della storia, grandi cambiamenti sempre in nome del gusto, alla costante ricerca del bello accostato alla funzionalità.

Se i cambiamenti nel concepire i tessuti per abbigliamento sono sempre stati più celeri, per i tessuti d’arredamento queste situazioni avvengono molto più lentamente.

 

Excursus storico sui tessuti per arredamento

Volendo fare un excursus storico sul tema tessuto-arredamento, si può affermare che nella classicità e per tutto il Medioevo l’arredo presentava una struttura e uno stile essenziale in quanto le rifiniture nascevano insieme alle architetture. Sarà nel Rinascimento che la ricerca dell’armonia tra archittettura, ambienti e tessuti per l’arredo cerca di darsi una coerenza lasciando che certi tessuti, come i velluti operati, tramati in oro e argento, inizino a conferire un tocco di preziosità alle stanze che adornavano. Sarà questo gusto ed uso dei tessuti d’arredo  che approderà a Parigi per la costruzione di Palazzo Luxembourg nel 1620, influenzando tutto il gusto europeo.

I tessuti per l’arredo più preziosi e frequentemente usati sono sempre i velluti, soprattutto quelli ricamati, accompagnati da broccati, broccatelli (con filo di lino e damaschi di seta. La lana pettinata inizia a entrare nelle collezioni d’arredo agli inizi del ‘900.

Tra la fine del ‘600 e per buona parte del ‘700 gli arredi subiscono una radicale modifica: compaiono infatti i primi sofà a canapès, con grandi cuscini; le sedute trovano un nuovo stile grazie anche a tessuti d’arredo come il lampasso e il damasco a grandi disegni verticali. Nel pieno ‘700 i tessuti d’arredo iniziano a rivestire anche i muri delle sale più importanti dei palazzi con una predilezione per i velluti, nella stagione invernale e la seta, il damasco (a due o tre colori) a volte mescolato con il cotone o il lino per l’estate.

 

I tessuti di design del nuovo secolo

È con il nuovo secolo che si abbandona l’armonia stretta delle combinazioni tra architettura, mobili e tessuti d’arredo, passando a una maggiore libertà, sempre armoniosa ma più naturale. La nuova tendenza nell’uso di questi tessuti è quella di rendere l’ambiente più arioso alleggerendo, grazie alla tipologia del materiale stesso, la linearità e la severità dei mobili. Le tende, le mantovane, i rivestimenti per poltrone e divani, grazie ai tessuti per l’arredo, assumono un’aspetto più disinvolto, più semplice ma estremamente accogliente ed elegante.

Verso la metà del nuovo secolo, si assiste a un’inversione di tendenza in quanto i tessuti d’arredo subiscono una vera e propria ventata revival, vivendo un momendo di neorinascimento legato a un’idea di classicismo dell’arte. In questo senso le grandi manifatture tessili d’Europa riaprono i loro archivi per dare nuovo lustro ai fasti e all’eccellenza del periodo rinascimentale. 

Questo rinascimento stilistico aprirà poi la strada verso nuove avanguardie artistiche che, partendo sempre da questa base classica, condizioneranno tutti gli ultimi anni del vecchio secolo, arrivando a innescare una nuova rivoluzione nella produzione dei tessuti d’arredo che affianca l’artigianalità dei distretti produttivi con una maggiore industrializzazione e commercializzazione dei prodotti. Da lì in poi questi tipi di tessuto “usciranno” dai palazzi signorili per diventare un elemento fondamentale dell’arredo quodidiano. Per informazioni più dettagliate, si rimanda all’articolo di approfondimento su “Tessuti di design” di Ratti oggi uno dei maggiori player mondiali nella produzione di tessuti e accessori di alta gamma.

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