L’importanza del dress code: perché è fondamentale saper rientrare nelle regole

L’importanza del dress code: perché è fondamentale saper rientrare nelle regole

Hai un colloquio di lavoro. Ti vesti. Pantaloni skinny ma non troppo, camicia, giacca, un filo di trucco, capelli raccolti e via, sei pronta per uscire. Ma ti sei mai soffermata a pensare al significato di quello che indossi? E che significato può avere una camicia? Ti domanderai. Ne ha più di uno, te lo assicuro. In questa società che vive di stereotipi e opera continue categorizzazioni, un’ampia scollatura, ad esempio, farà pensare a una donna tendenzialmente disponibile, e disposta a scendere a compromessi, nel migliore dei casi. Al contrario una camicia super accollata e con taglio tradizionale potrebbe suggerire una certa impostazione e rigidità nel carattere. Ora fermati a riflettere. Quale significato vuoi trasmettere alla persona che hai davanti? Non deve essere necessariamente un possibile datore di lavoro.

I luoghi pubblici e la necessità di un abbigliamento consono

In ogni contesto sei diversa. A casa, al lavoro, in palestra, al centro ricreativo, al supermercato. In ognuna di queste situazioni si presume che tu sia vestita in modo diverso. In particolare al lavoro, poniamo il caso che tu sia al pubblico, non puoi presentarti con i pantaloncini corti e le ciabatte. Perché sembreresti appena uscita dalla cabina di uno stabilimento balneare di Rimini, e ciò non è professionale. La necessità di questo articolo deriva dal fatto che molte persone non hanno interiorizzato il concetto, e coloro che l’hanno fatto (alias, i fortunati che hanno ricevuto una buona educazione) talvolta se ne dimenticano, preferendo adeguarsi alla massa. Di mediocrità e poca professionalità è pieno il mondo; è un nostro dovere morale riportare le buone abitudini nei luoghi pubblici, anche in Italia, a partire dalla Scuola. Qui è fondamentale mettere insieme le energie di famiglia e istituzioni scolastiche. Quando ragazzi e ragazze si presentano a scuola vestiti come se fossero al mare o in discoteca gli educatori dovrebbero prenderne nota, richiamare i ragazzi e i genitori, che talvolta sono più sprovveduti dei figli.

Chi sa stare nelle regole, sa anche trasgredirle senza fare danno

A questo punto di solito arriva l’obiettore, il conoscente radical chic che crede di sapere tutto ed essere al di sopra di tutto. Egli sostiene che le regole non servano assolutamente a niente.

Fammi una cortesia, contestatore carissimo, scendi dal piedistallo, sii umile e fatti un esame di coscienza. Le regole servono perché le persone – nessuno escluso – non sono obiettivamente in grado di autogestirsi senza le stesse. La mente umana inoltre funziona per categorizzazioni per semplificarsi il lavoro e un certo ordine è necessario all’equilibrio psico-fisico delle persone. Stare alle regole non è sinonimo di patimento e noia, come molti pensano. Perché solo chi è stato ben educato, quindi chi sa stare alle regole, sarà in grado di discriminare le situazioni in cui devono essere seguite da quelle in cui è auspicabile che non si rispettino. Quello che accade nel tuo spazio privato è un’altra questione ed è giusto che in tale ambito nessuno abbia a che ridire del tuo modo di vestirti. Negli altri casi, ricorda, l’etichetta rende liberi.

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