L’evoluzione del sesso virtuale, dai telefoni erotici alle webcam hot

 

La comunicazione digitale ha facilitato l’interconnessione tra le persone, di qualunque età e di qualsiasi parte del nostro pianeta. Da quando i primi pc sono entrati dentro le nostre case comunicare è diventato più semplice per tutti. Con l’avvento delle webcam la comunicazione è diventata anche visiva e oggi, tutti siamo in possesso di uno smartphone, un potentissimo strumento che ci permette di essere connessi con il mondo intero 24 ore al giorno e di scambiare messaggi, immagini e video in tempo reale.

 

 

Tra le attività quotidiane che hanno beneficiato di questo cambiamento epocale in tema di comunicazione, sono presenti anche quelle a sfondo sessuale andando a creare il fenomeno del sesso virtuale.  Come per tutte le cose, l’uso della tecnologia in questo contesto, può essere positiva o negativa.

 

 

Premetto che il sesso virtuale è sempre esistito da quando  sono nati i computer. Oggi l’elemento che lo rende più facile da praticare è l’immediatezza, grazie ai moderni smartphone. Posso inviare un messaggio di testo, vocale, con immagini o filmati in qualsiasi momento, senza dover per forza stare a casa davanti al pc.

 

 

Ma innanzi ripercorriamo brevemente l’evoluzione del sesso virtuale, dall’introduzione dei numeri erotici fino a giungere alle webcam hot ed appunto, agli smartphone.

 

 

I telefoni erotici sono nati sul finire degli anni 80 ed hanno dato vita ad un fenomeno sociale molto diffuso grazie alla possibilità che si aveva di intraprendere delle chat erotiche. In genere, l’attività sessuale che seguiva si limitava alla masturbazione, favorita dall’eccitazione che la conversazione provocava. Molte società che fornivano questi servizi avevano costi stratosferici.

 

 

I fornitori di servizi inoltre, sfruttavano anche le connessioni ad internet (con i vecchi modem ad impulsi a 56k) attraverso dei programmi chiamati dialer. Questi programmi, facevano connettere all’insaputa dell’utente a numeri a tariffazione speciale i cui costi erano spesso proibitivi da sostenere per il malcapitato. Un problema per chi, attratto dal fenomeno al punto di non poterne più fare a meno, si vedeva recapitare delle bollette che potevano arrivare anche a parecchie centinaia di migliaia di lire (all’epoca c’erano ancora le lire).

 

 

All’inizio dell’era digitale esistevano anche le chat, un sistema di comunicazione che avveniva all’interno di siti creati appositamente. Chi ha visto nascere questo fenomeno si ricorderà di IRC ad esempio. La chat era organizzata in “stanze” divise per argomento e poi, una volta stabilito il contatto, si poteva passare in modalità privata proseguendo la conversazione tra i due soggetti e permettendo anche lo scambio di foto. Sin da subito questo mezzo si è rilevato idoneo ed efficace per dare vita a conversazioni a sfondo sessuale (ChatSex) che potevano sfociare in incontri amorosi o in masturbazioni dall’una e dall’altra parte dello schermo.

 

 

Ben presto fu introdotta sul mercato la webcam, dispositivo che collegato al computer, permetteva di stabilire delle video-chat. Dallo scambio di foto, al video in diretta il passo fu breve. In ambito erotico le persone erano (e sono) disponibili a mostrarsi nudi , a farsi riprendere in atteggiamenti provocanti e a masturbarsi in contemporanea ripresi dalla webcam. Questa tendenza continua a manifestarsi tuttora, sfruttando strumenti più moderni e potenti come lo smartphone con applicazioni tipo  facebook messenger e whatsapp.

 

 

Capirete da soli che questo fenomeno ha avuto anche degli effetti negativi sulle persone. Innanzi tutto la dipendenza (CiberSex Addiction) che può creare in alcuni soggetti. Ma si sono verificati, e continuano a verificarsi situazioni spiacevoli a causa dell’utilizzo di pc e smartphone per praticare sesso virtuale.

 

 

Negli ultimi tempi infatti, molte persone (tra cui anche moltissimi adolescenti) vengono adescati in chat da presunti soggetti pronti a denudarsi davanti ad una webcam o alla fotocamera del telefonino. Questi ultimi, invitano la persona adescata ad inviare foto erotiche di se stessi o, peggio, vengono ripresi mentre praticano dell’autoerotismo. Una volta che le immagini o i filmati vengono in possesso dell’adescatore scatta il ricatto che può essere finalizzato con richieste in denaro o con l’obbligo di continuare a “intrattenersi” con lui, pena la pubblicazione sul web del materiale di cui è venuto in possesso.

 

 

Questi tentativi di adescamento attualmente si verificano in larga maggioranza su Facebook e su Whatsapp.

 

 

Ma come riconoscere un soggetto che può essere affetto dalla CyberSex Addiction? I soggetti che vengono a contatto con questo genere di pratiche li si vedono spesso impegnati nella navigazione alla ricerca di materiale pornografico o alla ricerca di contatti a scopo sessuale. Spesso, per far terminare questa compulsione, è necessario che il tutto si compia, dalla fase di masturbazione a quella eiaculatoria (o orgasmo se si tratta di una donna). Spesso poi questi soggetti, terminata la pratica, sono affetti da sensi di colpa e accusano un deciso calo di desiderio sessuale verso il partner o la partner. Insieme al desiderio di possedere il partner, viene meno anche la componente emotiva verso di esso. Se cercano di limitare o far finire il loro bisogno di praticare autoerotismo con questi mezzi, trovano grandi difficoltà.

 

 

Ma ci sono anche lati positivi nell’evoluzione del sesso virtuale. Meravigliosa, secondo me, è la pratica del Sexting se fatta con il partner. Sexting è un vocabolo composto da due parole: sesso e testo. In pratica si tratta di scambiarsi messaggi piccanti e foto osé con il partner. Recentissimi studi hanno appurato che la pratica del sexting migliora il rapporto di coppia, rinnova il desiderio di erotismo da praticare con il partner, fa impennare la sfera emotivo-sentimentale,  l’intesa e la complicità.

 

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