Intervista all’interior designer Giuliano Andrea Dell’Uva

Intervista all’interior designer Giuliano Andrea Dell’Uva

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1. Ciao Giuliano, prova a spiegare a chi non ti conosce chi sei Sono la persona che nella stessa settimana puoi incontrare su un aereo, su un treno, in un aliscafo o anche in un autogrill, giro tantissimo l’Italia, per lavoro e per amore, ho sempre desiderato diventare architetto dall’età di otto anni (i miei dicono da quattro, ma ovviamente non lo ricordo!), forse una tradizione di famiglia, bisnonno ingegnere-architetto ad inizio del 1900 e nonno ingegnere progettista di ponti, professioni ben diverse da quella di mio padre, giornalista di guerra che però mi ha trasmesso un amore particolari per i viaggi ed una forte curiosità. Ho studiato a Napoli, durante gli studi qualche esperienza universitaria all’estero…

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1. Ciao Giuliano, prova a spiegare a chi non ti conosce chi sei

Sono la persona che nella stessa settimana puoi incontrare su un aereo, su un treno, in un aliscafo o anche in un autogrill, giro tantissimo l’Italia, per lavoro e per amore, ho sempre desiderato diventare architetto dall’età di otto anni (i miei dicono da quattro, ma ovviamente non lo ricordo!), forse una tradizione di famiglia, bisnonno ingegnere-architetto ad inizio del 1900 e nonno ingegnere progettista di ponti, professioni ben diverse da quella di mio padre, giornalista di guerra che però mi ha trasmesso un amore particolari per i viaggi ed una forte curiosità. Ho studiato a Napoli, durante gli studi qualche esperienza universitaria all’estero, ma in realtà ho incominciato a lavorare già a diciotto anni, a diciannove avevo la copertina di una rivista di arredamento con un mio progetto, poi ho incominciato a curare set fotografici per aziende e per riviste.

2. Hai studio a Napoli ma lavori anche a Milano e in altri luoghi splendidi d’Italia, la tua è una scelta di resistenza?

Credo molto in quello che si è sempre prodotto a Napoli, è una città dal fascino incredibile, cerco di prendere il meglio, mi faccio ispirare dai palazzi, dalla storia, dai colori, e cerco di “esportarli” in realtà completamente diverse come Milano o cerco di adattarli a luoghi incantevoli come la Puglia.

3. Come vi dividete i compiti all’interno dello studio?

Alcuni progetti li seguo con Francesca Faraone con cui ho inizialmente fondato lo studio, altri li seguo io personalmente, come Capri Suite, uno dei progetti a cui tengo di più.

4. Il tuo talento, la tua firma in che tratti del progetto è riconoscibile?

Prospettiva, simmetria, colore. Credo che nei miei interni l’elemento ricorrente e più immediato sia il colore, quello forte, deciso, puntuale. Può essere un vaso, una poltrona o un mobile trovato durante i miei continui spostamenti, perché ovunque vada mi metto alla ricerca di qualcosa di poco ordinario, tutto ciò però deve essere visto da un giusto punto prospettico ed è fondamentale nei miei interni la prospettiva, mi piace che in alcuni punti della casa si possa vedere tutta la profondità dello spazio. L’uso colore cosi importante per me , è stato sempre supportato negli ultimi anni dai tessuti dipinti di Livio de Simone, storica azienda nata negli anni ’50 nell’ambito dell’abbigliamento e protagonista della moda caprese negli anni ’60, per loro ho appena disegnato una nuova collezione di tessuti e curerò da quest’anno la linea dedicata all’arredamento.

5. Quali sono stati i tuoi maestri?

Adoro Gio Ponti, rappresenta quello che per me dovrebbe essere qualsiasi architetto.

6. Un progetto che sogni di realizzare?

Un albergo, un Capri Suite ma più grande! gestito da me personalmente ( quindi un sogno!), un luogo dove poter ospitare, ma anche dove poter passare del tempo mangiando qualcosa, magari a Napoli, in un palazzo storico e magari anche sul mare…

7. Il viaggio che ti ha segnato ed ispirato?

L’india, non è un semplice viaggio, lì vivono di colore.

8. Quai sono i tuoi riferimenti nel mondo dell’arte?

Non ho dei riferimenti in particolare, spesso cambio idea, ho capito che il tempo mi aiuta ad apprezzare artisti diversi, quindi guardo tutto, qualsiasi artista, in questo periodo mi sento Victor Vasarely!

9. Forma o funzione?

La forma segue la funzione, non credo possano essere slegate.

www.zstudioarchitetti.it


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