Di cosa parliamo quando parliamo di DCA? La psicologa risponde

I DCA sono classificabili in tre categorie principali: anoressia nervosa, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating).

Nell'ultimo decennio si è assistito a un aumento preoccupante delle menzionate patologie tra i preadolescenti, soprattutto bambine dagli otto anni in su, e comunque prima che in esse compaia il ciclo mestruale. Si è verificato inoltre un abbassamento generale dell'età (14- 15 anni) in cui adolescenti e preadolescenti iniziano a manifestare i sintomi più evidenti dei DCA. Ma cerchiamo di capire in cosa esattamente consistano questo tipo di disturbi: la psicologa risponde e Milano si rivela il centro con più esperti del settore.

 

I fattori che determinano gli esordi dei DCA nei bambini sono in continuo aumento. Massa media, famiglia, scuola e palestre veicolano quotidianamente modelli culturali di magrezza a cui i piccoli spettatori inconsapevoli vengono esposti, con ripercussioni evidenti sulla percezione di se stessi e del loro corpo.

 

Spesso la difficoltà nel diagnosticare un DCA in un bambino consiste nella somiglianza di alcuni sintomi ad altre patologie. Non è difficile, ad esempio, confondere i segnali con la ben più banale inappetenza da stress, che colpisce molti bambini nelle fasi di passaggio da una classe scolastica a quella superiore o dalla scuola primaria a quella secondaria.

In un quadro così complesso il personale medico, rappresentato da varie specialità (psicologa, psichiatra, pediatra e nutrizionista), è tenuto a elaborare percorsi terapeutici personalizzati.

 

Nell'Italia settentrionale, le strutture di eccellenza nel trattare i disturbi del comportamento alimentare sono numerose. A Milano non è difficile trovare una psicologa specializzata nella diagnosi e nel trattamento del DCA, in grado di seguire giovani pazienti in un percorso terapeutico, spesso faticoso, ma di sicuro successo.

 

Quali sono i comportamenti alimentari che caratterizzano le tre diverse e principali categorie di disturbi alimentari?

 

– Anoressia nervosa: chi ne soffre inizia a ridurre notevolmente il consumo delle calorie, con conseguente diminuzione del peso corporeo, che scende molto al di sotto del minimo previsto rispetto a età, altezza e stile di vita. Il tutto è accompagnato dalla paura persistente di riacquistare peso. Il corpo, il peso e la sua forma diventano l'unico paramento valido per misurare il proprio livello di autostima e il problema dell'eccessiva magrezza non viene percepito come una minaccia reale alla salute.

L'anoressia può manifestarsi secondo due schemi di comportamento principali:

1) nel primo l'individuo si sottopone a diete fortemente restrittive e intensa attività fisica, senza abbuffate o utilizzo improprio di lassativi, diuretici e vomito autoindotto negli ultimi tre mesi;

2) nel secondo invece il soggetto, colto da sensi di colpa per le ricorrenti abbuffate, intraprende condotte tese ad eliminare il cibo ingerito ricorrendo al vomito autoindotto o all'utilizzo esagerato di lassativi e diuretici, sempre prendendo in considerazione gli ultimi tre mesi;

 

– Bulimia nervosa: è caratterizzata da abbuffate protratte, anche per due ore consecutive, durante le quali viene ingurgitata, senza controllo, una quantità esagerata di cibo. A queste azioni seguono condotte compensatorie (digiuni, esercizio fisico eccessivo, uso smodato di lassativi e diuretici). Gli episodi si verificano con la frequenza di una volta alla settimana, sempre in riferimento agli ultimi tre mesi;

 

– Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating): durante le sue abbuffate, consumate in solitudine, il soggetto consuma quantità spropositate di cibo, senza alcun controllo, più rapidamente del solito, senza avere fame, fino a sentirsi sgradevolmente sazio. A differenza delle due condotte precedenti non vengono messi in atto comportamenti compensatori dettati dal senso di colpa.

 

Un genitore attento che rilevi un cambiamento negativo delle abitudini alimentari, può chiedere una consulenza, a una psicologa di Milano capace di sostenerlo nell'affrontare una psicopatologia in grado di compromettere definitivamente la salute del minore.

Un intervento tempestivo è fondamentale per restituire al minore una visione equilibrata e realistica della propria immagine nella sua unicità.

 

I DCA rappresentano uno dei tanti disturbi di cui si occupa una competente psicologa di Milano. Visitate il suo sito (www.elenacarbone.it) per richiedere un'iniziale colloquio conoscitivo e individuare l'eventuale percorso terapeutico da intraprendere.

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