Un referto di laboratorio positivo a Salmonella può cambiare il destino di un lotto: supponiamo che il campione provenga da un alimento già distribuito in più Paesi europei. Il risultato analitico, da solo, non avvia automaticamente un richiamo. Prima occorre identificare il prodotto, ricostruirne la circolazione, valutare il rischio e stabilire quale comunicazione trasmettere alla rete RASFF.
Il criterio operativo è netto: autocontrollo aziendale e controllo pubblico possono individuare la medesima non conformità, ma partono da responsabilità, documenti e tempi differenti. La risposta converge quando le informazioni arrivano al punto di contatto nazionale e il caso assume una dimensione europea.
La rilevazione cambia, la verifica deve portare allo stesso lotto
Il RASFF fu ideato nel 1979 su proposta del Consiglio europeo, secondo la ricostruzione pubblicata da Alimenti&Salute. La base giuridica attuale è il Regolamento (CE) n. 178/2002, entrato in vigore il 21 febbraio 2002: l’articolo 50 configura una rete attiva ventiquattr’ore su ventiquattro per notificare i rischi diretti o indiretti collegati ad alimenti e mangimi.
1. Rilevazione. Nell’autocontrollo, il segnale può arrivare da un’analisi programmata, da una verifica su una materia prima, da un reclamo o da una deviazione registrata durante la produzione. Nel controllo pubblico, il campione nasce invece da attività ufficiali sul mercato, alla frontiera o presso uno stabilimento. La provenienza del dato cambia; il bisogno informativo no. Servono denominazione, lotto, scadenza, quantità, operatori coinvolti, distribuzione e risultato analitico.
Rifiutare la ricostruzione puntuale perché il prodotto è già stato bloccato in magazzino è una prassi indifendibile. Senza sapere se altre unità dello stesso lotto siano partite, verso quali clienti e in quali Paesi, non si può stabilire se il problema sia rimasto interno oppure abbia superato il confine aziendale.
2. Valutazione e classificazione. L’autorità competente verifica la non conformità, la gravità del pericolo e la presenza del prodotto sul mercato. È questo passaggio a separare un’allerta da un’informazione per attenzione, da un’informazione per seguito o da un respingimento alla frontiera. Chiamare tutto “allerta” semplifica il titolo, ma confonde provvedimenti con urgenze diverse.
Dalla scheda nazionale alla risposta degli altri Paesi
3. Trasmissione europea. Se il caso rientra nel sistema, il punto di contatto nazionale carica la notifica sulla piattaforma iRASFF. Dal 2021 il RASFF è inserito nella rete ACN con la rete AAC, dedicata all’assistenza e cooperazione amministrativa, e la rete FFN contro le frodi agroalimentari. Una piattaforma comune evita che sicurezza, cooperazione e sospetto di frode viaggino su canali scollegati.
Nel 2022 il Report ACN, nella rielaborazione del CeIRSA, registra 4.361 notifiche originali: 1.164 allerte, 1.514 respingimenti alle frontiere, 999 informazioni per attenzione, 667 informazioni per seguito e 17 notizie. Alimenti&Salute riporta invece 4.339 notifiche complessive. Le due cifre derivano da criteri di estrazione e aggregazione differenti e non vanno fuse in un unico totale.
4. Verifica della distribuzione. Gli altri Paesi controllano se il lotto sia entrato nei rispettivi mercati e rispondono con informazioni aggiuntive: destinatari, quantità ricevute, controlli svolti, misure adottate. Il seguito può ampliare il caso, restringerlo oppure collegarlo ad altre segnalazioni. Nel 2022 furono trasmesse 41 notifiche associate a focolai di malattie a trasmissione alimentare; sette coinvolgevano più Paesi.
5. Misura sul prodotto. Se le unità sono ancora nella catena commerciale, l’operatore procede al ritiro. Se sono arrivate al consumatore e il rischio richiede un’informazione pubblica, scatta il richiamo. Alla frontiera, invece, la merce può essere respinta prima dell’immissione sul mercato europeo. Il RASFF distribuisce informazioni e aggiornamenti: i provvedimenti materiali spettano agli operatori e alle autorità competenti.
Pesticidi nel quadro europeo, microbiologia nei prodotti italiani
I dati mostrano due profili diversi. Nel quadro europeo del 2022, secondo il CeIRSA, i residui di pesticidi hanno generato 990 notifiche, davanti agli 857 casi relativi a microrganismi patogeni. Tra questi ultimi, 603 riguardavano Salmonella spp. Le micotossine hanno prodotto 450 segnalazioni, delle quali 399 per aflatossine. La categoria con più non conformità è stata frutta e vegetali, con 594 casi, spesso legati a residui di pesticidi in prodotti provenienti dalla Turchia.
L’Italia ha trasmesso 318 notifiche, pari al 7,3% del totale, mentre i prodotti di origine italiana oggetto di segnalazione europea sono stati 146. Per questi prodotti prevalevano i microrganismi patogeni, con 35 notifiche, seguiti da altre contaminazioni microbiologiche, con 29. Gli allergeni non dichiarati comparivano in 13 casi; i residui di pesticidi in sette. È un confronto fra profili di rischio notificati, non una graduatoria generale sulla sicurezza delle produzioni nazionali.
Il richiamo aggiunge un problema di comunicazione molto concreto. Un’avvertenza destinata al consumatore risponde a una funzione più circoscritta: identificare senza ambiguità il prodotto interessato, il lotto, il rischio e il comportamento richiesto. Pubblicare formule vaghe per proteggere il marchio rallenta il riconoscimento del prodotto e riduce l’efficacia della misura.
Le principali etichette operative possono essere distinte così:
- Ritiro: rimozione del prodotto dalla catena di distribuzione prima che resti disponibile al consumatore.
- Richiamo: comunicazione rivolta al consumatore quando il prodotto è già stato venduto o può trovarsi nelle abitazioni.
- Border rejection: respingimento alla frontiera di una partita non conforme prima dell’ingresso nel mercato.
- Allerta: notifica che richiede un intervento rapido perché il prodotto comporta un rischio e circola sul mercato.
- Follow-up: aggiornamento con informazioni sulla distribuzione, sui controlli e sulle misure prese dai Paesi coinvolti.
La velocità della risposta dipende quindi dalla precisione della prima informazione e dalla tracciabilità disponibile. Nel caso iniziale, il referto positivo a Salmonella acquista valore operativo soltanto quando conduce a un lotto identificato, ai suoi destinatari e a una misura verificabile.