Avviare un business in Cina

Gigante mondiale dell’economia, la Cina è da tempo un mercato molto appetibile per imprenditori italiani che cercano di sviluppare degli investimenti e delle attività che attivino nuovi scenari commerciali.  Se un tempo questa opportunità era considerata appannaggio solo di grandi imprese, al giorno d’oggi anche le piccole e medie imprese, possono tentare di entrare a far parte di un interessantissimo orizzonte di affari. Ovviamente non è affatto semplice ed occorre necessariamente avvalersi della consulenza professionale di un esperto conoscitore della Cina che sappia indicare la via giusta per districarsi in una giungla fatta non solo dalla burocrazia.

E’ indispensabile quindi rivolgersi ad uno studio legale e commercialista specializzato negli investimenti stranieri che possa assolvere ad una serie di step che iniziano, dopo aver studiato le possibilità del cliente, con una analisi dell’investimento che si intende finalizzare. Una  volta verificata la bontà dello studio e avere l’adeguato appoggio finanziario si deve approntare un primo viaggio in Cina che deve prevedere l’accompagnamento di un esperto del Paese che sia n profondo conoscitore  del sistema bancario locale e  burocratico e che si sappia muovere all’interno degli stessi in modo da fornire una indispensabile assistenza.  Fondamentale è la presenza di un professionista (master mind) che abbia l’incarico di dialogare con il funzionario di riferimento al quale si viene assegnati in loco, tenendo presente il fatto che sarà necessario mettere in conto molti mesi prima di poter materializzare l’investimento.

Moltissime sono le cose da tenere presenti come il fatto che questa nazione offre una serie di opportunità atte a conquistare l’investitore straniero, dalla concessione gratuita di terreni, alle interessanti esenzioni fiscali ma solo per quelle realtà produttrici che interessano strategicamente la Cina all’interno di tutte le 24 province ma è bene ricordarsi che le tasse (variabili tra il 4% e il 28% degli utili) non possono essere evase in quanto viene considerato un reato punibile con la pena capitale.

Per entrare in Cina bisogna essere provvisti di un visto di lavoro inerente all’attività per la quale si desidera investire e che le regole sono davvero molto poco elastiche e presentano molti cavilli legali e burocratici per i quali è necessario di frequente possedere documenti convertiti con una  traduzione asseverata che possa legalizzare gli stessi.  Tuttavia, l’articolata start up per la quale ci si dovrà sottoporre ad una lunga ed estenuante (nonché costosa) pratica, ha come obiettivo finale uno sbocco commerciale in costante ascesa stimato a ricavi annui pari a circa 20 miliardi di euro solo per i beni di lusso.

Il sacrificio e l’investimento può essere compensato dai risultati potenziali che si possono raggiungere ma a condizione che il business plan venga rispettato e che l’idea vincente, lo sia davvero e per saperlo, è indispensabile rivolgersi a dei professionisti in materia di investimenti in Cina che possano accompagnare l’investitore all’interno di un continente interessante ma anche estremamente complicato.

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