Cucine componibili e cucine piccole

Cucine componibili e cucine piccole

Non sempre abbiamo a disposizione quelle metrature da sogno che ci propongono le riviste d’arredo e di design, per allestire cucine che fanno invidia a quelle dei migliori ristoranti; spesso la realtà è ben diversa: i metri a disposizione sono ridotti, in alcuni casi ridottissimi e quindi tutte le complicate funzioni di una cucina devono risultare concentrate e soprattutto ben sistemate.

E gli elementi da comprimere sono tanti: lavello, piano di cottura, forno, cappa, frigorifero, basi, pensili, cassetti ed eventuali lavastoviglie o forni a microonde, o altri piccoli elettrodomestici (come ad esempio la macchina per il caffè) che si rendono indispensabili per una buona qualità della vita.

La parola fondamentale allora diventa “organizzazione”; e ce n’è un’altra importante: “salvaspazio”. Dunque la scelta cadrà necessariamente su cucine componibili, che è possibile configurare secondo le proprie personali esigenze, oppure sulle cosiddette mini-cucine o cucine monoblocco, che nascono già con dimensioni contenute.

Una soluzione a un problema concreto: la cucina piccola

Se c’è la possibilità di uno spazio lineare di 240 cm, più o meno allo stesso prezzo Ikea propone diverse cucine complete di tutto; lo svantaggio è che nessun pezzo in entrambi i casi descritti può essere cambiato. Le composizioni sono da acquistare così come sono.

Altrimenti c’è la soluzione componibile, ma rispetto a quelle preassemblate, i prezzi salgono sensibilmente: una cucina Ikea, tanto per rimanere sullo stesso esempio, composta dai pezzi del sistema Faktum più economici che esistano nel negozio svedese, viene a costare più della composizione da 240 cm, anche se di fatto le sue misure complessive risultano ulteriormente ridotte.

E’ anche vero che in alcuni casi non si può fare altrimenti: la cucina, per soddisfare tutte le esigenze, deve essere composta e configurata, anzi alle volte addirittura ordinata su misura.
 E i prezzi lievitano.

Le cosiddette cucine monoblocco, spesso anche a scomparsa, compattano invece in pochissimo spazio tutto il necessario: lavello, piano di cottura, mini-frigo, pensili, cappa.
 La cucina monoblocco di Arredamenti Diotti ad esempio, concentra tutto questo in soli 120 cm, che possono arrivare fino a 164 cm. Naturalmente si parla di prezzi più alti,
 ma sicuramente anche di prodotti molto più promettenti rispetto a quelli sopracitati, per qualità, resistenza e durevolezza.

Cucine freestanding

E poi ci sono le cucine freestanding, quelle che sì si compongono, ma di elementi staccati l’uno dall’altro, che possono mantenere lo stesso stile, ma che così risolvono esigenze di spazio e di gusto particolari. Il sistema  Babitz di Ovvio è un ottimo esempio di cucina con elementi freestanding che ricordano molto lo stile nordico, che rispondono alla voglia di calore e di originalità e che non presentano costi nemmeno troppo elevati.
 

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