Conosciamo meglio e gustiamo a tavola il cavolfiore viola

Conosciamo meglio e gustiamo a tavola il cavolfiore viola
Scritto da Giuseppe Capano il Dopo aver presentato nell’ultimo post la vellutata di cavolo viola che è piaciuta molto, mi sembra giusto parlare adesso del suo protagonista principale, una varietà del comune cavolfiore che colpisce chiunque quando si scopre per la prima volta.
A dire il vero sarebbe improprio parlare di un unica varietà visto che al mondo sono coltivate tipologie di cavolfiore violastro di diverso stampo anche se in alcuni casi dal punto di vista cromatico virano verso il rosso, il rosa o il blu piuttosto che sul viola.

A livello internazionale sono abbastanza conosciute le varietà coltivate in Sudafrica come il Graffiti cauliflower e il Violet Queen, ma noi in Italia abbiamo la fortuna di poter degustare alcune nicchie di eccellente qualità.
Ad esempio l’ottimo cavolfiore violetto di Catania che per fortuna inizia ad avere una diffusione più capillare arrivando alla portata di molte più persone proprio in questo periodo dell’anno.
E sarebbe meglio, se lo trovate, non farvelo sfuggire visto che oltre il buon sapore porta con se, come i suoi cugini internazionali colorati, un carico notevole di antociani molto meno presenti nel comune cavolfiore bianco.
Queste sostanze sono preziose perché stimolano una potente funzione di pulizia all’interno dell’organismo eliminando gli elementi deleteri a loro portata, tra tutti i pericolosi agenti cancerogeni e i radicali liberi oltre a contribuire all’abbassamento dei livelli di colesterolo del sangue.
Studi segnalano poi che il consumo di alimenti contenenti antociani porta alla riduzione dei rischi legati alla pressione alta, alle complicanze cardio-circolatorie e all’Alzheimer.
Queste stesse sostanze preziose sono contenute in altri ortaggi come il cavolo rosso/viola che non a caso compariva nella vellutata.
E le ritroviamo anche nel radicchio rosso, nella buccia delle melanzane e in tanti frutti golosi come i mirtilli, i fichi, le prugne e il ribes (e sicuramente ne ho dimenticato qualcuno)!
Tornando al nostro cavolfiore colorato una volta pulito si presenta con cimette dal gambo biancastro, mentre solo le infiorescenze sono viola.
Il sapore è più delicato e gentile mantenendo allo stesso tempo una buona personalità complessiva e si può consumare in prima istanza a crudo come avviene per il più diffuso cavolfiore bianco.
In cottura è molto buono semplicemente cotto a vapore e condito con un ottimo olio extravergine d’oliva e magari una spolverata di frutta secca in guscio tritata.
Così come per realizzare zuppe, stufati di verdura, sformati, primi piatti e torte salate giocando attivamente attivamente in tutte con il suo bel colore.
Cosa aspettate a provarlo!!!

Cavolfiore viola 518

Tags: antociani, cavolfiore, cucina e salute, salute
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